PROGETTO EXTRACURRICOLARE D'ISTITUTO "OGGI BAMBINI...DOMANI CITTADINI!"SCUOLA DELL'INFANZIA

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Nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991, si difendono da un lato i diritti fondamentali dell'infanzia come quelli alla vita, alla salute, alla dignità, all'educazione, alla famiglia; dall'altro sono riconosciuti ai bambini alcuni diritti di "cittadinanza", come il diritto a esprimere il proprio parere se si prendono decisioni che li riguardino (art.12), il diritto alla libera espressione (art.13), il diritto alla libera associazione (art.16),  il diritto al riposo, al tempo libero e a dedicarsi al gioco (art.31)

Dal 1989, dunque, bambine e bambini non si possono più considerare futuri cittadini, ma cittadini fin dalla nascita.

Poiché, la cittadinanza, la democrazia non si insegnano ma si debbono apprendere praticandole, nella famiglia, nella scuola e nella città,  partendo dal succitato articolo 12,  si è considerato fondamentale l'utilizzo della forma assembleare come forma di discussione e di riflessione con e tra i piccoli alunni. Occuparsi di sé, attraverso il dialogo, sviluppa fin dalla scuola dell'infanzia "la "premura" per il sé e per gli altri quale atteggiamento base necessario all'apprendimento inteso come disponibilità verso l'educazione e l'interiorizzazione delle regole del vivere civile.

La scuola, dunque, come luogo speciale di pratica della democrazia, dove si attivano forme di consultazione e quindi di partecipazione da parte, anche, dei piccoli alunni dell'ultimo anno dell'infanzia.

Il progetto  verticale extracurricolare "Oggi bambini... domani cittadini!", si è svolto in orario extra-scolastico dalle 16 alle 18 per sei incontri settimanali da febbraio ad aprile. 

Ha visto la partecipazione di 43 bambini di cinque anni delle sezioni C- D -E -G.

Sulla base di quanto progettato, gli alunni si sono  riuniti in una piazza metaforica, l'agorà appunto, ovvero l'atrio del nostro padiglione che ha rappresentato un luogo privilegiato di incontro-confronto e dialogo.


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